La Gallinara è un isolotto di quarzite, esteso per 11 ettari, distante dalla costa poco meno di un chilometro e mezzo, all'altezza di Albenga.
La quota massima è di 90 metri sul livello del mare.
A quanto riportano Catone e Varrone, l'isola deve il suo nome alle galline selvatiche cha pare vivessero un tempo numerose sull'isola.
E' stata frequentata come eremo fin dall'epoca tardo-romana: Martino di Tours (315-397) visse in una nicchia affacciata sul mare; più tardi (IV -V sec.) i benedettini vi costruirono un monastero e un piccolo cimitero.
La sommità dell'isola venne fortificata e munita di un tozzo torrione rotondo, quattrocentesco, in posizione tale da apparire visibile anche dalla costa.
L'isolamento e il modesto intervento dell'uomo hanno consentito la permanenza in ottime condizioni di una flora e di una vegetazione mediterranee molto ricche in rapporto alla dimensioni dell'isola, con 270 entità alcune delle quali molto importanti.
Su tutte spiccano la campanula di Savona (Campanula sabatia) caratteristica per la presenza di papille sul calice dei fiori, la silene tirrenica (Silene tyrrhena), il limonio ligure (Liminium cordatum) e soprattutto la centaurea della Gallinaria (Centaurea aplomepa sottospecie gallinariae), esclusiva dell'isola.
Per quanto riguarda la fauna, sull'isola nidifica una ricca colonia di gabbiano reale (Larus cachinnans) e sono presenti molti gabbiani comuni (Larus rudibundus), diversi cormorani (Phalacrocorax carbo) e, fra i rapaci, alcuni gheppi (Falcus tinnunculus).