Finalborgo è chiuso tra mura medievali ancora ben conservate, intervallate da torri semicircolari e interrotte solo in corrispondenza delle porte.
L'antica concezione difensiva e comunitaria sopravvive nel reticolato delle vie, disposte perpendicolarmente tra loro a formare scorci affascinanti in spazi contenuti. Il tutto dominato "pietra del Finale", l'ardesia che adorna portoni, si modella in colonne, diamanti e ornamenti.
Il monumento più importante di Borgo è la Basilica di San Biagio, sontuoso esempio di architettura barocca realizzato nel XVII secolo sulla precedente chiesa medioevale (1372), di cui conserva l'abside e l'ardito campanile tardo gotico (1463) a forma ottagonale, leggermente pendente, dalle numerose e sottili bifore su ogni lato. La facciata è rimasta incompiuta in pietra grezza mentre l'interno a tre navate colpisce per la grandiosità e la ricchezza delle decorazioni.
Proveniente dalla chiesa di Santa Caterina, come altre opere e pale d'altare, si trova nella navata centrale il mausoleo di Giovanni Andrea Sforza Del Carretto, l'ultimo dei marchesi morto nel 1604. Eccezionali sono le sculture attribuite allo Schiaffino: la balaustra in marmo di Carrara e il pulpito che rappresenta la visione di Ezechiele.
Le origini della chiesa di Santa Caterina e del complesso domenicano di Finalborgo si collocano intorno al 1360, dopo la morte del marchese Giorgio I Del Carretto, quando la vedova sentì la necessità di una chiesa gentilizia destinata ad accogliere le spoglie mortali dei membri della famiglia marchionale. Il convento ha subito negli anni profonde modifiche: dal 1863 al 1964 è stato trasformato in carcere, ma la sua bellezza è rimasta intatta, come possono testimoniare, dopo il recente recupero, i due splendidi chiostri rinascimentali realizzati tra il '400 e il '500.
Il palazzo del Municipio, in origine della famiglia Ricci, è uno dei migliori esempi di architettura del primo Rinascimento in Liguria, come annuncia lo splendido portale.
Palazzo Cavassola (ospitò Papa Pio VII) e palazzo Gallesio illustrano alla perfezione le concezioni decorative della Finale del Seicento.
Palazzo Brunengo in piazza Aycardi si contraddistingue per la bella loggia a doppia arcata (Loggia di Raimondo) e il grande stemma familiare, ormai poco visibile.
Denuncia già nella facciata le complesse trasformazioni subite in varie epoche il palazzo del Tribunale nell'omonima piazza, che fu dimora dei Del Carretto, quindi dei Governatori spagnoli e genovesi, sede del Tribunale del Circondario e infine della Pretura.
Palazzo Aycardi ha una fronte con motivi ornamentali secondo il gusto settecentesco.
Palazzo Arnaldi vanta una straordinaria facciata in stile rococò, movimentata da stucchi.
Sulla stessa piazza si affaccia palazzo Messea e in piazzetta Doria si trova palazzo Chiazzari.
Il Teatro Aycardi, inserito dal FAI tra i monumenti italiani da tutelare, fu la prima sala di spettacoli costruita in Liguria durante il periodo napoleonico e in quasi due secoli di vita ha ospitato drammi lirici, concerti e spettacoli di prosa, tra cui, nel 1845, l'opera "L'empirico e il masnadiero", commissionata ad artisti liguri dalla locale Accademia Filarmonica che qui aveva la sua sede.